mercoledì 2 novembre 2011

A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II

Una compagnia di ricci, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche: il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altra. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finchè non ebbero trovato una distanza reciproca che rappresentava per loro la migliore posizione.

 (A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II)

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